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           Il 6 gennaio 2020, è mancato il prof. Franco Scaramuzzi, presidente onorario di questa Accademia. Il rimpianto che lascia in tutti noi è indescrivibile ed è una realtà che difficilmente oggi riusciamo a superare. Tutte le sue attività scientifiche sono descritte, anche se sinteticamente, nell'allegato Curriculum.

Qui a noi interessa l'uomo con i suoi pensieri affettuosamente sinceri nei confronti dei collaboratori e il suo attaccamento alla famiglia. E così lo ricorderemo sempre sorridente come appare nella foto e così ci accompagnerà sempre nel nostro viaggio di studio.

     ACCADEMIA  ITALIANA della VITE e del VINO                            

 

       Il presidente a nome dell'Accademia Italiana della Vite e del Vino esprime il proprio cordoglio profondo e sincero per la perdita dell'Accademico ordinario ed amico prof. emerito Giovanni Martelli dell'Università di Bari.

A tutti i famigliari i nostri sentimenti di vicinanza e di condivisione di immenso dolore.

 

 

 

REPUBBLICA ITALIANA


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Veduto

 

1'atto pubblico in data 30 luglio 1949, a rogito del Dott. Antonio

Ricci, notaio in Siena, col quale e stato costituito, con sede in quella città, un

ente scientifico-culturale denominato « Accademia Italiana della Vite e del

Vino»;

Veduta

la domanda del Presidente della suddetta Accademia inte-sa ad

ottenere la erezione in Ente Morale dell'Accademia stessa;

 

Veduto

lo schema di statuto predisposto dall’Accademia soprariferita;

Veduto

l’art. 12 del Codice civile;

Udito

il parere del Consiglio di Stato;

Sulla proposta del Ministro per la pubblica istruzione;

 

D E C R E T A

Articolo unico

L'Accademia Italiana della Vite e del Vino, con sede in Siena, co-stituita con

atto pubblico notarile del Dott. Antonio Ricci, notaio in Siena, addì 30 luglio

1949, n. 20305 di repertorio, è eretta in Ente Morale e ne è approvato lo

statuto annesso al presente decreto e fir-mato d'ordine del Presidente della

Repubblica dal Ministro proponente.

II presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta

ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. E' fatto obbligo a

chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addì 25 luglio 1952.

 

F.to Luigi Einaudi

C.to Segni
 

*******

Troppe volte si è lamentato che in Italia manchi un centro che costituisca, per così dire, il cervello della viticoltura e dell'enologia italiana...

Tale centro vuole essere appunto l'Accademia della Vite e del Vino.

Dal discorso inaugurale del I° Presidente - Giovanni Dalmasso (1950)

 ....Prego tutti accogliere il mio saluto et fervidi voti per il lieto successo manifestazioni associate tutte opportunamente intese ad incrementare apporto settore vinicolo et economia nazionale.


Luigi Einaudi

ORIGINE, SCOPI, ATTIVITÀ


L'Accademia Italiana della Vite e del Vino venne costituita a Siena, su pro-posta del Comitato Nazionale Vitivinicolo, il 30 luglio 1949, con 1'intento di dar vita ad un centro atto a promuovere il progresso vitivinicolo italiano.
L'avvenimento venne sottolineato dal plauso ed incoraggiamento di eminenti uomini di governo e di insigni studiosi italiani ed esteri.
Essa si propone, a norma dell'art. 2 dello statuto, i seguenti scopi:
a)    promuovere studi, ricerche e discussioni sui maggiori problemi concernenti la vite ed il vino, compreso 1'insegnamento ai vari livelli;
b)    promuovere seminari o letture tenute dagli accademici o da altre persone invitate dal Consiglio accademico, relative al perfezionamento della viticoltura ed allo sviluppo dell'enologia;
c)    promuovere la costituzione di osservatori, laboratori e commissioni di studio;
d)    organizzare convegni per la trattazione dei più vitali problemi d'ordine tecnico economico e giuridico riflettenti la vitivinicoltura considerata in se stessa e nel quadro dell'agricoltura e dell’economia nazionale;
e)    pubblicare gli Atti accademici, nonché studi, inchieste, monografie e raccolta di opere;
f)    proporre e favorire 1'iniziativa di mostre viticole ed enologiche regionali, nazionali ed internazionali;
g)    collegarsi, nello svolgimento del proprio lavoro, con istituti affini italiani ed esteri;
h) amministrare fondazioni e contributi per il conferimento di premi e lavori di carattere tecnico-scientifico e per 1'attuazione di determinati studi, nonché per 1'attribuzione di speciali premi a personalità distintesi per particolari beneme-renze acquisite nel settore vitivinicolo in campo nazionale ed internazionale; i) promuovere la costituzione di un "Sodalizio" avente lo scopo di riunire tutti coloro che sotto diversi aspetti contribuiscono alla esaltazione nell'ambito sociale, artistico e letterario dei vini di origine pregiata;
1) raccogliere nella propria biblioteca, a disposizione degli studiosi e del pub-blico, le pubblicazioni italiane ed estere di carattere scientifico-tecnico-economico e giuridico riguardanti la viticoltura e 1'enologia.
L'Accademia e sottoposta al controllo dello Stato ed opera esclusivamente nel settore vitivinicolo con finalità scientifiche, culturali e promozionali. Costituisce quindi un originale esempio di "Accademia specializzata", unica nel suo genere in campo internazionale.
Il suo funzionamento viene regolato dagli "Organi Accademici", che durano in carica quattro anni e che sono i seguenti:
a)    Corpo accademico deliberante;
b)    Consiglio accademico, composto da 15 membri eletti dal Corpo accademico;
c)    Presidente, eletto dal Consiglio accademico nel suo seno;
d)    Collegio dei Revisori dei conti.
Gli accademici vengono scelti fra persone che si siano distinte negli studi e nella tecnica, nelle attività vitivinicole, nella valorizzazione dei prodotti di pregio e nelle scienze agrarie ed economico-giuridiche ad esse attinenti.
Essi sono suddivisi nelle seguenti categorie:
ONORARI, ORDINARI e CORRISPONDENTI ITALIANI e STRANIERI ed IN SOPRANNUMERO.
Fin dalla sua fondazione l’Accademia ha costituito nel suo seno la categoria degli "ACCADEMICI CORRISPONDENTI STRANIERI", nella quale figu-rano i massimi esponenti della scienza e della tecnica dei paesi esteri interessati alla vite e al vino.
II numero degli accademici e chiuso (ad eccezione degli "onorari" italiani e stranieri) e non può quindi superare quello massimo stabilito dallo statuto per ogni singola categoria.
La sede ufficiale dell'Accademia e sempre stata mantenuta a Siena, grazie all'ospitalità provvisoria concessa dalla locale Camera di Commercio. Ora la situazione e stata risolta in via definitiva, con 1'intervento di personalità ed enti vari (il sen. Riccardo Margheriti, l’Amministrazione Provinciale, il Monte dei Paschi, la Cassa di Risparmio di Firenze e la Camera di Commercio di Siena), che hanno posto a disposizione dell'Accademia locali adeguati ed accoglienti in via Roma, n. 2.
L'Accademia tiene varie tornate all'anno, anche in altre sedi di rilevante importanza vitivinicola che ne fanno richiesta. Cosicché la sua attività assume un carattere anche itinerante, che consente il diretto contatto con le varie pro-blematiche locali. Inoltre, al fine di meglio approfondire alcune tematiche parti-colari, l’Accademia ha costituito e regolamentato vari "gruppi di lavoro".
Grande rilievo hanno le tornate tenute all'estero, in quanto esse consentono all'Accademia una più incisiva attività internazionale e utili contatti con studiosi e tecnici di vari Paesi visitati per opportuni scambi di idee ed un auspicabile coordinamento delle ricerche.
L'Accademia pubblica annualmente il volume degli Atti, in cui vengono stampati tutti i lavori presentati e discussi nelle varie tornate, nonché un "Notiziario" quadrimestrale, che ha ottenuto grande successo sia in Italia che all'estero.
Infine, 1'Accademia ha istituito tre premi:
il premio "Arturo Marescalchi" per onorare la memoria del suo primo Presidente onorario; il premio internazionale di vinicoltura "Giovanni Dalmasso" in memoria del suo Presidente fondatore e il premio "Pier Giovanni Garoglio", in ricordo dell'illustre studioso che e stato per diversi anni suo Presidente.
Detti premi hanno carattere biennale e vengono assegnati in annate alterne dal Consiglio accademico, su segnalazioni di accademici onorari italiani ed ordinari.

a cura di Giuliana Gay Eynard


Arturo MARESCALCHI

1° Presidente Onorario dell’Accademia della Vite e del Vino

   Nato a Baricella, in provincia di Bologna il 30/10/1869, si associò subito alla proposta della creazione dell’Accademia, adombrata al Convegno nazionale vitivinicolo tenuto a Siena nell’agosto 1946 e formalizzata al successivo Convegno nazionale del 1947 sempre a Siena, come a Siena l’iniziativa fu concretizzata nel 1949.  
   Il 4 agosto alla cerimonia inaugurale dell’Accademia, il prof. Giovanni Dalmasso, appena nominato  Presidente, propose di nominare Arturo Marescalchi Presidente Onorario, in quanto “Maestro di noi tutti, e della viticoltura italiana”.
   Diplomatosi alla Scuola di Viticoltura e di Enologia di Conegliano nel 1889, andò a perfezionarsi a Bordeaux. La sua attività di ricerca iniziò all’Istituto viticolo di Parenzo e proseguì a Conegliano e poi a Bologna. Già nel 1892 promosse il 1° Convegno degli Enotecnici Italiani e fondò l’omonima Società. La sua passione per la divulgazione scientifica si estrinsecò a lungo con la collaborazione alla Biblioteca Agraria    Ottavi di Casale Monferrato. La collaborazione con la Casa agricola Fratelli Ottavi infatti durò parecchi anni: nel 1907 per esempio vide la luce la 3a edizione del Trattato teorico-pratico di viticoltura di Ottavio Ottavi, riveduta e ampliata da Marescalchi (la 2a risaliva al 1893, pochi giorni dopo la scomparsa dell’autore), mentre le nozioni più teoriche furono raccolte in un volume a parte  comparso a due nomi (Ottavi e Marescalchi) nel 1909. In seguito Marescalchi creò una sua impresa editoriale e un nuovo periodico “L’Italia vinicola ed agraria”.
   Partendo dalla Società dei Viticoltori monferrini, creata nel 1902, la sua attività divenne sempre più organizzativa ed anche politica tanto da essere eletto deputato al Parlamento nel 1910 in una lista di agricoltori. Membro della Camera per 4 legislature, passò poi al Senato. Per sei anni Sottosegretario all’Agricoltura, si batté per la tutela delle denominazioni d’origine di quelli allora chiamati “vini tipici”, per la lotta alle frodi, l’istruzione e la sperimentazione vitivinicola ed a favore delle Cantine sociali.
   L’importanza delle sue lotte per il settore agricolo fu tale che, pur avendo svolto la sua attività parlamentare durante il ventennio fascista, alla sua morte, sopravvenuta il 6 novembre 1955, il Governo ed il Senato si associarono al cordoglio della famiglia per la scomparsa di una persona che si era distinta, oltre che per la sua attività di studioso, per la rettitudine, la dedizione allo Stato e per le iniziative in difesa dell’agricoltura e degli agricoltori.
   Oratore formidabile e scrittore facondo, insieme a G. Dalmasso,  coordinò la monumentale “Storia della Vite e del Vino in Italia”, edita fra il 1931 e il 1937, riservandosi la parte relativa al “Folklore vitivinicolo”. Anzi negli ultimi anni, quando gli acciacchi lo tennero lontano dai convegni, ricorse sempre più alla parola scritta, mantenendo vivo il suo spirito tanto che ad 80 anni scriveva: “Come non tutti i vini invecchiando inacidiscono, così non tutti gli uomini invecchiando devono inacidire. Chi scrive ha cercato e cerca di non essere mai acido, di alimentarsi di quell’ottimismo, che è spesso criticato, ma che è fecondo”.

 UNASA

L’Accademia fa parte dell’UNASA ( Unione Nazionale delle Accademie per le Scienze Applicate allo Sviluppo dell’Agricoltura, alla Sicurezza Alimentare ed alla Tutela Ambientale )fin dalla sua costituzione.

Scopo della Unione è quello di stabilire più stretti rapporti di collaborazione e curare il collegamento permanente fra le istituzioni interessate a questi settori, anche nel quadro delle prospettive aperte dal processo di unificazione europea; stimolare e assecondare la realizzazione di comuni programmi di attività, nel rispetto delle singole autonomie; rappresentare tali Istituzioni nelle formali sedi consultive nazionali, ove si discutono i problemi culturali del Paese, e costituire la necessaria interfaccia unica a livello nazionale, europeo ed internazionale.
Hanno aderito all’atto costitutivo tutte le Accademie italiane che producono e diffondono innovazioni e sviluppo nel settore delle scienze applicate alle multifunzionali attività agricole, comprendenti la tutela dell’ambiente e lo sviluppo socio-economico del territorio. In Italia, per ragioni storiche, queste Accademie sono più numerose che in altri Paesi, essendo state costituite anche molto prima della Unità nazionale. Da tempo era stata richiamata l’attenzione sulla necessità di dotare il nostro Paese di un'unica autonoma interfaccia rappresentativa di tutte le Accademie, nel rispetto della autonomia di ciascuna.

   

Agenda 2019

22 Febbraio - Consiglio Accademico - Conegliano (TV)
10 Aprile - Apertura Anno Accademico - Verona (VR)
30 Maggio - Consiglio Accademico - Conegliano (TV)
31 Maggio - 79° Tornata dell'Accademia - Trento (TN)
13 Dicembre - Consiglio Accademico - Conegliano (TV)
14
Dicembre - Chiusura Anno Accademico - Conegliano (TV)

 

 

 

 

   

Comunicazioni

ACCADEMIA ITALIANA VITE E VINO  E

ATTIVITA' ULTIMO QUADRIENNIO

Il Presidente


DNA DELLA VITE

Il vino veramente biologico passa per la genetica

 

   

Link Utili

IST. DI GENOMICA APPLIC. UDINE
     www.appliedgenomics.org

   

Bollettini di Legislazione Vitivinicola

             Consultazione

   

 

REPUBBLICA ITALIANA      
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA...   

       

L'Accademia Italiana della Vite e del Vino... istituita.... addì    30 luglio 1949.... è eretta in Ente Morale...
Il presente decreto, munito del sigillo di Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addì 25 luglio 1952.
F.to Luigi Einaudi
C.to Segni

 

   

   IL PRESIDENTE 

 

  La nostra Accademia, come sempre, é impegnata in molte iniziative importanti per il suo futuro.

  Nell'ultimo quadriennio sono state svolte molte attività tra le quali la modifica dello statuto, resasi necessaria per rendere l'Istituzione più elastica e rispondente alle varie normative vigenti

 Una descrizione esaustiva è riportata in questo documento: Relazione Attività

 

   
© Accademia Italiana della Vite e del Vino

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