Accademia Italiana della Vite e del Vino

Struttura dell'Istituzione

 

                            Presidente:    Calò  Antonio

                   Vice-Presidenti:  - Di Lorenzo Rosario

                                               - Viviani Carlo

 

Consiglio:   costituito da quindici consiglieri eletti dal Corpo accademico

 

Consigliere Amministratore:  Gaeta Davide

                            Segretario:  Giorgessi Ferruccio

                          Cancelliere:  Di Gaetano Rosario

                       Bibliotecario:  Silvestroni Oriana

 

             Revisori dei Conti: - Bandinelli Roberto

                                            - Niccolai Luisa

                                            - Zanchetta Narciso

                                            - Iacopo Melendez  (Rappresentante Ministero Beni Culturali)

 

Corpo Accademico:  costituito dagli Accademici Emeriti e dagli Accademici Ordinari

 

Corrispondenti dell'Accademia

"Innovazione varietale in viticoltura:

prospettive di impiego dei vitigni di ultima generazione resistenti alle malattie" 

In un contesto in cui la sensibilità verso i temi dell’ambiente e della salute è sempre maggiore, anche il settore della viticoltura è chiamato ad una maggiore sostenibilità delle produzioni ed alla riduzione dell’impiego di fitofarmaci. Se da una parte ciò sta già avvenendo a seguito dell’introduzione delle tecnologie informatiche e dei modelli previsionali nella gestione della difesa, in prospettiva un ulteriore importante contributo potrà venire dalle biotecnologie e dal miglioramento genetico.


Prospettive di impiego dei vitigni di ultima generazione resistenti alle malattie

In un contesto in cui la sensibilità verso i temi dell’ambiente e della salute è sempre maggiore, anche il settore della viticoltura è chiamato ad una maggiore sostenibilità delle produzioni ed alla riduzione dell’impiego di fitofarmaci. Se da una parte ciò sta già avvenendo a seguito dell’introduzione delle tecnologie informatiche e dei modelli previsionali nella gestione della difesa, in prospettiva un ulteriore importante contributo potrà venire dalle biotecnologie e dal miglioramento genetico.

Già in passato la tecnica dell’incrocio per ottenere nuove varietà resistenti alle malattie è stata utilizzata, ma con scarsi risultati sul piano del potenziale enologico. Da poco più di un decennio abbiamo però a disposizione la sequenza del genoma della vite e si stanno aprendo nuove prospettive per l’ottenimento di genotipi che uniscano una scarsa sensibilità alle malattie ad un elevato standard qualitativo.

Negli ultimi anni diversi Centri di ricerca hanno quindi ripreso ad eseguire nuovi incroci mirati ed interessanti accessioni stanno già arrivando a disposizione dei viticoltori. Si tratta di varietà con buona resistenza multigenica a oidio e peronospora e le cui caratteristiche enologiche risultano paragonabili a quelle del genitore “nobile”, almeno nelle regioni in cui sono già diffuse.

E’ da evidenziare che attualmente la legislazione europea permette il miglioramento genetico della vite esclusivamente tramite incrocio, e per quanto riguarda la normativa italiana, ad esempio, le recenti varietà resistenti a oidio e peronospora ottenute dall’Università di Udine attraverso le tecniche tradizionali di incrocio e selezione sono state iscritte al Registro nazionale con la limitazione di impiego nella sola produzione di vini da tavola o IGT, in quanto ottenute da un genitore in parte diverso dalla Vitis vinifera, portatore dei caratteri di resistenza.

Per quanto riguarda la ricerca, accanto ai programmi mirati di incrocio tradizionale, si inseriscono in prospettiva le più recenti opportunità offerte dalle moderne biotecnologie, che permetteranno di produrre cloni dei più noti vitigni con l’inserimento di geni specifici di resistenza tramite la cis-genesi e l’editing genetico. Per rendere disponibili i nuovi vitigni migliorati sarà però necessario un adeguamento legislativo che ne permetta la coltivazione, chiarendo la distinzione tra cisgenesi e transgenesi ed evitando ogni possibile confusione tra le potenzialità delle diverse tecnologie.

Resta comunque aperto il dibattito sull’opportunità di un’apertura incondizionata alle nuove varietà nei comprensori delle principali Denominazioni d’origine, che hanno alla loro base territorio e tradizione storica. Secondo i detrattori con la diffusione dei nuovi vitigni si rischierebbe di favorire un’enologia "anonima" e appiattita, a vantaggio di vini e Paesi senza tradizione.

Degli aspetti legati all’innovazione ed all’impiego di nuove varietà resistenti ai patogeni fungini si è parlato in un Forum nazionale tenutosi a Firenze lo scorso 23 gennaio, organizzato dalla Confederazione Italiana Agricoltori in collaborazione con l’Accademia dei Georgofili e moderato da Antonio Calò, Georgofilo e presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino.

In apertura Riccardo Velasco del CREA ha evidenziato il fermento innovativo che si è manifestato nel settore della ricerca sul genoma delle specie vegetali, con il perfezionamento di tecniche di intervento sempre più raffinate e rispettose della natura stessa delle specie vegetali.

In particolare risultano interessanti ed applicabili le nuove opportunità derivanti dalle tecnologie di genome editing, che permetteranno di produrre non tanto nuove varietà, quanto nuovi cloni di vitigni internazionali e autoctoni, modificati solo nei geni di resistenza o sensibilità a malattie o avversità abiotiche, senza ricorrere al miglioramento transgenico caratteristico degli OGM.

Michele Morgante, dell'Università di Udine, ha ribadito che nella ricerca l'Italia è all'avanguardia, è ben posizionata nel trasferimento tecnologico ma “soffre” per norme che non consentono un'adozione tempestiva delle innovazioni, in quanto risentono di “pregiudizi e ideologie che non si sono adeguate alla mutata realtà”.

La sentenza della Corte di giustizia europea del luglio 2018 non ha dato una mano. I giudici, come noto, hanno sostenuto che sostituire una base del Dna di una pianta con un’altra, come già avviene tramite fecondazione o per mutazione spontanea e indotta, va considerato alla pari di introdurre un gene estraneo. Equiparando, di fatto, questa prassi a quelle applicate per l'ottenimento degli Ogm, senza considerare che nei prodotti cisgenici si opera solo sui geni interni, senza materiale genetico esterno al DNA della specie, che rimane immutato.

Per Antonio Rossi, dell’Unione Italiana Vini, gli scenari futuri richiedono un'apertura verso le nuove tecniche che potranno consentire di ottenere piante di vite in grado di produrre vini di qualità, nonostante i cambiamenti climatici, e di resistere alle patologie. I legislatori europei e nazionali dovranno quindi fare la sua parte per accompagnare le innovazioni scientifiche in modo “laico e senza pregiudizi”.

Nelle conclusioni il presidente nazionale CIA, Dino Scanavino, ribadendo la necessità di sviluppare nuove relazioni tra pubblico e privato e interazioni più strette tra mondo dell’impresa e mondo della ricerca, ha evidenziato come l’innovazione non sia solo nuova conoscenza, ma anche trasferimento e diffusione di tecniche elaborate in questi anni, finora non collaudate in campo e non implementate nei processi aziendali.

 

Paolo Storchi

 

 

Revisori dei Conti

 

                   Nome                                Funzione                         Note                 
BANDINELLI  ROBERTO            Presidente           Accademico
NICCOLAI  LUISA                  R.C.                   ''
ZANCHETTA  NARCISO                    ''                   ''
IVONE  FIORELLA                    ''

 

Rappresentante esterno 

Ministero Beni Culturali

Regolamento Generale dell’Accademia italiana della Vite e del Vino

a norma dell’art.1.4 del nuovo Statuto dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino approvato in data 28 giugno 2016

 

Art. 1 - Del Corpo Accademico deliberante

II Corpo Accademico deliberante, detto anche Corpo Accademico, costituito dagli Accademici , in numero non superiore a 300, e dagli Accademici Emeriti, in un numero indeterminato, provvede a quanto stabilito nell’art. 4 comma quinto dello Statuto (Art. 4.1 STATUTO)

Le assemblee del Corpo Accademico sono valide in prima convocazione quando siano presenti, in proprio o per delega, almeno la metà più uno dei suoi componenti, mentre, in seconda convocazione, è necessaria la presenza di almeno un decimo degli Accademici. (Art. 4.2 STATUTO)

Nei casi di eventuali modifiche allo Statuto, è prescritta la presenza, di persona o per delega, di almeno un terzo più uno dei componenti del Corpo Accademico. (Art. 20 STATUTO)

Per la validità delle deliberazioni del Corpo Accademico, ogni Accademico votante può essere portatore al massimo di una delega rilasciata e sottoscritta da altro Accademico avente diritto di voto. Le deliberazioni del Corpo Accademico vengono adottate a maggioranza semplice, salvo nel caso di votazioni su eventuali riforme dello Statuto, per le quali è prescritto il voto favorevole di almeno due terzi dei votanti e nel caso di nomina degli Accademici, per cui è previsto il voto favorevole della metà più uno dei votanti. (Art. 4.6 STATUTO)

Le deliberazioni del Corpo Accademico vengono di norma adottate a votazione palese, che potrà essere espressa per posta, per mail, per telefax o strumenti simili, idonei ad assicurare la tempestiva informazione sugli argomenti da trattare e la prova dell’avvenuto ricevimento. (Art. 4.7 STATUTO)

La votazione segreta, è prescritta ai sensi dell’art. 4 comma sesto dello Statuto solo per la nomina degli Accademici (anche in tal caso, la votazione può avvenire con le modalità a distanza  suindicate).

Le assemblee del Corpo Accademico deliberante sono convocate dal Presidente con avviso a ciascuno degli Accademici aventi diritto al voto almeno quindici  giorni prima della data fissata per la riunione: detto avviso, da inviarsi per posta raccomandata, per mail, per telefax ovvero con qualsiasi altro mezzo idoneo ad assicurare la tempestiva informazione sugli argomenti da trattare e la prova dell’avvenuto ricevimento, conterrà il giorno, l’ora, il luogo della riunione stessa, 1'ordine del giorno, e gli estremi dell’eventuale seconda convocazione.

 

Art. 2 - Approvazione del nuovo Corpo Accademico deliberante

Ai sensi dell’art. 9 comma quarto e 23 dello Statuto dell’Accademia della Vite e del Vino approvato in data 28 giugno 2016, il nuovo Corpo Accademico deliberante, verrà eletto dal Corpo Accademico deliberante in carica, costituito dagli Accademici, su proposta del Consiglio Accademico, anche con le modalità di cui all’art.1 u.p. .

 

Art. 3 - Della nomina degli Accademici

E' facoltà degli Accademici Ordinari ed Emeriti  di far pervenire al Presidente, entro il mese di settembre, segnalazioni motivate di persone che, a loro giudizio, potrebbero proficuamente contribuire alle finalità accademiche, ai sensi di quanto precisato dall'art. 9 comma uno dello Statuto (Art. 9.1 STATUTO).

Nell’ultima riunione annuale del Consiglio Accademico, il Presidente comunica a questo le segnalazioni pervenutegli ed il Consiglio provvede a scegliere i nomi da sottoporre alla votazione del Corpo accademico.

Per la nomina ad Accademico è necessario il voto favorevole della metà più uno dei componenti il Corpo accademico.

E’ necessaria altresì una documentata partecipazione alle attività Accademiche per almeno un triennio.

 

 

Affinché ad essa possa partecipare il maggior numero di votanti, si procede con tutte le modalità  previste dall’art.1 u.p. (per posta raccomandata, per mail, per telefax ovvero con qualsiasi altro mezzo idoneo ad assicurare la tempestiva informazione sugli argomenti da trattare e la prova dell’avvenuto ricevimento) .

Ciascun Accademico verserà entro il primo trimestre di ogni anno una quota associativa annuale, il cui importo e modalità di versamento verranno stabiliti dal Consiglio e pubblicati sul sito dell’Accademia.  Il mancato versamento protratto per due anni della quota associativa costituisce manifestato continuativo disimpegno nella partecipazione alle attività accademiche, con ogni conseguenza statutaria.

 

Art. 4 - Della nomina del Consiglio e del Collegio dei Revisori dei conti

Il Segretario dell’Accademia , almeno due mesi prima della scadenza del quadriennio di carica, invia a ciascuno degli Accademici Ordinari ed Emeriti aventi diritto al voto  la scheda di votazione, indicando il termine ultimo per far pervenire la scheda di voto.

Pena l’annullamento della scheda, ciascun elettore può designare non più di 15 nominativi quali Consiglieri e non più di tre nominativi per il Collegio dei Revisori dei conti.

Risultano eletti coloro che abbiano ricevuto il maggior numero di voti. In caso di rinuncia o di successive dimissioni, o comunque di decadenza di un eletto, subentra il nominativo che nella graduatoria ha conseguito il maggior numero di voti fra i non eletti.

A parità di voti, viene eletto 1'Accademico con maggiore anzianità accademica e, in caso di ulteriore parità, il più anziano di età.

E' tuttavia facoltà del Presidente di stabilire che questa votazione avvenga in sede di assemblea del Corpo Accademico deliberante.

 

Fermo il principio che tutti gli Accademici Ordinari ed Emeriti  sono eleggibili, al fine di evitare una eccessiva dispersione di voti, sono ammesse manifestazione di disponibilità spontanee per la carica di Consigliere e di Revisore dei conti ,da ufficializzarsi  entro il termine 30 gg. prima delle elezioni.

In ogni caso, il Consiglio Accademico ha la facoltà di inviare ai votanti, a puro titolo indicativo e nell’intento di evitare un'eccessiva dispersione di voti, un elenco di candidati Consiglieri e di candidati Revisori dei conti, pur lasciando agli aventi diritto al voto la più completa libertà di scelta e di eventuali sostituzioni.

Nel caso di votazione in sede di assemblea del Corpo Accademico le modalità di convocazione sono quelle stabilite dall’art. 1 u.p. del presente Regolamento.

In ambedue i casi il Presidente stabilisce la data dello spoglio delle schede e il relativo scrutinio, previa la scelta di due scrutatori, al di fuori del Consiglio ma nell'ambito degli Accademici. Alle operazioni di scrutinio, cui presiederà il Presidente od un Vice Presidente, presenzierà il Segretario o, in caso di impedimento, il Consigliere più anziano disponibile: ad esse hanno diritto di assistere tutti gli Accademici.

 

Art. 5 - Del Presidente e dei Vice-Presidenti

II Consiglio Accademico, previa accettazione dei membri eletti entro 15 giorni dalla presentazione dei risultati del1'elezione, provvede, entro i 30 giorni successivi, alla elezione, al proprio interno,del Presidente e dei due Vice Presidenti.

L'elezione delle predette cariche, a maggioranza di voti, è valida se sono presenti almeno 12 Consiglieri.

E' ammessa la votazione segreta a richiesta di almeno 5 Consiglieri.

 La medesima procedura viene seguita qualora si determini, nel corso del quadriennio di carica, la vacanza per un qualsiasi motivo del Presidente o dei Vice Presidenti, previa ricostruzione del plenum consiliare con la nomina degli Accademici che hanno ottenuto il maggior numero di voti dopo il quindicesimo eletto, nella elezione del Consiglio per il quadriennio in corso.

 

Art. 6 - Del Collegio dei Revisori dei conti

II Collegio dei Revisori dei conti, previa accettazione dei membri eletti entro quindici giorni dalla comunicazione dei risultati dell'elezione, provvede, entro i 30 giorni successivi, presente anche il membro designato dal Ministero per i Beni culturali e ambientali, e quello designato dal Ministero PP AA FF, qualora designati, alla nomina nel proprio interno del Presidente del Collegio stesso.

Qualora nel quadriennio di carica si determini vacanza per qualsiasi motivo del Presidente o di uno dei Revisori, il Collegio viene ricostituito nel suo plenum con la nomina dell’Accademico che ha ottenuto il maggior numero dei voti dopo il terzo eletto, nella elezione del Collegio per il quadriennio in corso. Nel caso in cui la vacanza dovesse riguardare il membro designato dai  Ministeri,   il Ministero medesimo procederà ad una nuova designazione.

 

Art. 7 - Dei compiti del Consiglio Accademico

Oltre a provvedere a quanto concerne 1'attività scientifica dell’Accademia, spettano al Consiglio i compiti di cui all'art. 5 dello Statuto.

 

Art. 8 - Dei compiti del Presidente e dei Vice-Presidenti

II Presidente ed i Vice-Presidenti svolgono le mansioni ad essi attribuite dallo Statuto.

Il Presidente avrà la possibilità di assegnare le deleghe ritenute opportune e necessarie II Presidente, per ragioni urgenti, ha facoltà di provvedere in luogo e vece del Consiglio, sottoponendo non appena possibile i provvedimenti presi al Consiglio per la ratifica.

Il Presidente cura che le deliberazioni prese dal Corpo accademico e dal Consiglio accademico abbiano pronta esecuzione; redige una relazione sull’attività svolta in ciascun anno accademico, che verrà inviata ai due Ministeri competenti (Ministero Beni Culturali e Ministero Politiche Agricole) e pubblicata sul sito dell’Accademia.

 

Art. 9 - Dei compiti del Segretario

II Segretario, immediato collaboratore del Presidente, più particolarmente deve:

  1. a) tenere aggiornato l’elenco degli Accademici;
  2. b) curare la redazione e la pubblicazione degli Atti accademici;
  3. c) curare la verbalizzazione delle riunioni del Consiglio e delle Assemblee, e provvedere affinché in appositi registri-raccoglitori siano riportati i verbali delle adunanze del Consiglio accademico e del Corpo accademico;
  4. d) sottoporre detti verbali ad approvazione nelle sedute immediatamente successive, farli firmare dal Presidente della seduta e controfirmarli personalmente;
  5. e) sorvegliare che in ogni atto dell'attività accademica siano osservate le norme statutarie e quelle del presente Regolamento.
  6. f) provvedere all'organizzazione delle adunanze dell'Accademia nel corso dell'anno.
  7. g)    ricevere e dare corso alla corrispondenza ordinaria; h)    aggiornare le registrazioni contabili; i)    collaborare col Consigliere Amministratore per la compilazione del bilancio preventivo e del conto consuntivo; l)    redigere i mandati di pagamento; m)    controllare le registrazioni del Tesoriere; n)    curare la conservazione dell'archivio accademico; o)    sovraintendere, attenendosi alle istruzioni ricevute dal Presidente,  al personale impiegatizio e ai collaboratori eventualmente nominati; p) dare immediata comunicazione al Presidente, di qualsivoglia evenienza interessante il funzionamento amministrativo dell'Accademia, di cui sia venuto a conoscenza.

 

Nello svolgimento di tutte le sue mansioni, il Segretario può valersi della collaborazione del Cancelliere ovvero di altri c onsulenti scelti dal Consiglio Accademico.

 

Art. 10 - Dei compiti del Consigliere Amministratore e del Consigliere Bibliotecario

II Consigliere Amministratore deve:

  1. a)    provvedere alla conservazione dei beni patrimoniali dell'Accademia, assicurandosi che di tutte le attività mobiliari e immobiliari sia steso e aggiornato apposito inventario;
  2. b)    di intesa con il Segretario provvede a compilare e a sottoporre al Presidente, per la presentazione al Consiglio accademico e successivamente al Corpo accademico deliberante, i Bilanci preventivi ed i Conti consuntivi; c)    durante il corso dell’esercizio si assicura che a tutte le spese fatte per conto dell'Accademia corrispondano reali disponibilità;
  3. d)    controfirma i mandati di pagamento e le reversali.

Per espletare le sue mansioni può avvalersi dell'opera di eventuali altri collaboratori scelti dal Consiglio accademico.

II Consigliere Bibliotecario ha in consegna la Biblioteca accademica; ne cura la conservazione e l’incremento, proponendo al Consiglio le provvidenze utili a tal fine, e collabora con il Segretario nella gestione dei contatti con Amministrazione ed Enti pubblici e privati.

La nomina del  Consigliere Amministratore e del Consigliere Bibliotecario, a norma del punto 5.4 lett.f  dello Statuto, spettano al Consiglio Accademico.

 

 

 

 

 

Art. 11 - Dei compiti del Collegio dei Revisori dei conti

II Collegio dei Revisori dei conti controlla la regolarità delle registrazioni contabili riguardanti la gestione amministrativa e i bilanci dell'Accademia; si assicura dell'esattezza dei conti consuntivi confrontandone i dati con i registri  e ogni altra documentazione contabile; in sede di esame del conto consuntivo da parte del Corpo accademico presenta le proprie deduzioni mediante relazione scritta.

La nomina dei Revisori supplenti, in numero di tre, a norma dell’art.8.1. dello Statuto,  spetta al Consiglio sulla base dei primi revisori  risultati non eletti. Quanto poi ai Revisori nominati dai Ministeri, alle medesime Istituzioni verrà richiesta anche l’indicazione di un supplente.

 

Art. 12 - Del Cancelliere

Il Cancelliere dell’Accademia, nominato dal Consiglio accademico, collabora con il Segretario nello svolgimento di tutte le sue mansioni, in particolare in quelle previste dal presente Regolamento.

 

Art. 13 – Delle Adunanze accademiche pubbliche

Ai sensi di quanto previsto dall'art. 13 dello Statuto, le adunanze destinate a conferenze e discussioni di carattere tecnico-scientifico, sono normalmente pubbliche.

 

Art.14  - Delle attività a contenuto economico dell’Accademia e altre strutture dell’Accademia.

Le attività a contenuto economico dell’Accademia, di cui all’art.2.2 dello Statuto, saranno disciplinate da apposito e specifico regolamento.

Appositi e specifici regolamenti verranno adottati  anche in ordine alle altre strutture previste dall’art.15 dello Statuto, e al funzionamento dei Gruppi di ricerca di cui all’art.14 dello Statuto.

 

Art.15 – Della categoria degli Accademici in soprannumero , non prevista dallo Statuto vigente.

Relativamente alla categoria degli Accademici in soprannumero,  non più prevista nel nuovo Statuto,  siano essi ordinari o corrispondenti, gli stessi verranno collocati con provvedimento del Consiglio, nelle corrispondenti categorie statutarie vigenti, e quindi tra gli Accademici Ordinari o i Corrispondenti dell’Accademia. E’ fatta  salva ogni successiva determinazione del Consiglio in ordine alla valutazione dell’effettiva partecipazione di ciascuno di essi alle attività Accademiche, con ogni conseguenza statutaria.

 

Art.16 Sedi operative

Relativamente alle sedi operative di cui al punto 1.3 dello Statuto , le stesse non potranno in alcun caso comportare oneri di spesa a carico dell’Accademia, salvo che per  mere utenze e forniture. La scelta di ogni sede operativa verrà adottata dal Consiglio su proposta di un Accademico ovvero un’Autorità Istituzionale.

 

Art.17 Degli Onorari dell’Accademia.

A norma dell’art.9.7 dello STATUTO, e con le modalità  di cui art. 11, possono essere nominati dal Consiglio, quali Onorari dell’Accademia, personalità di alto profilo culturale nei settori di competenza dell’Accademia, su proposta di un Accademico ovvero un’Autorità Istituzionale.

 

Art.18 Maggioranze nelle deliberazioni.

Salvo che sia espressamente e diversamente previsto, ogni deliberazione del Consiglio e del Corpo Accademico verrà adottato a maggioranza semplice dei votanti.

 

 

 

Art.19 Corrispondenti dell’Accademia

Secondo quanto previsto dall’art.10 dello Statuto, i Corrispondenti dell’Accademia non potranno essere in numero superiore a 300, e a carico dei medesimi verrà posto un contributo  annuale che verrà stabilito dal Consiglio ,con le modalità e gli effetti di cui all’art.3 u.p. del presente regolamento.

 

Art.20 Gruppi di lavoro

Fermi restando i gruppi di lavoro in essere, a norma dell’art.14 dello Statuto, la proposta di costituzione di un nuovo  gruppo di lavoro dovrà essere approvata dal Consiglio con maggioranza di almeno due terzi dei componenti.

 

   

Agenda 2019

 

 

 

   

Comunicazioni

ACCADEMIA ITALIANA VITE E VINO  E

ATTIVITA' ULTIMO QUADRIENNIO

Il Presidente


DNA DELLA VITE

Il vino veramente biologico passa per la genetica

 

   

Link Utili

IST. DI GENOMICA APPLIC. UDINE
     www.appliedgenomics.org

   

 

REPUBBLICA ITALIANA      
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA...   

       

L'Accademia Italiana della Vite e del Vino... istituita.... addì    30 luglio 1949.... è eretta in Ente Morale...
Il presente decreto, munito del sigillo di Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addì 25 luglio 1952.
F.to Luigi Einaudi
C.to Segni

 

   

   IL PRESIDENTE 

 

  La nostra Accademia, come sempre, é impegnata in molte iniziative importanti per il suo futuro.

  Nell'ultimo quadriennio sono state svolte molte attività tra le quali la modifica dello statuto, resasi necessaria per rendere l'Istituzione più elastica e rispondente alle varie normative vigenti

 Una descrizione esaustiva è riportata in questo documento:  Relazione ultimo quadriennio.

 

   
© Accademia Italiana della Vite e del Vino

Informativa sui Cookies  ai sensi dell’art. 13, Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 Per una gestione migliore e più semplice questo sito fa uso dei cookie, piccole porzioni di dati che consentono di capire come gli utenti navighino e ne visualizzino le pagine. I cookie non registrano alcuna informazione personale sull'utente ed eventuali dati identificabili non verranno memorizzati. 
Informativa sulla Privacy ai sensi dell’art. 13 del Regolamento UE 2016/679 del 27 aprile 2016  (GDPR)  -  Descrizione delle modalità di trattamento dei dati personali degli associati in questo sito internet.
      
Cliccare su [OK] per dare il proprio assenso o leggere l'informativa estesa..