Elenco dei nuovi Corrispondenti dell'Accademia

 

Nome

Brevi notizie curriculari

Budroni Marilena

Professore universitario, si occupa di microbiologia agroalimentare ed ambientale, presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli studi di SASSARI. Ha effettuato dei periodi di lavoro e di ricerca all'estero (Francia, Olanda) ed è titolare di 50 lavori su riviste Internazionali indicizzati Scopus e WoS, Hindex 16. Ha coperto incarichi istituzionali sia in Italia che all'estero

Lanari Vania

Ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali (D3A) dell’Università Politecnica delle Marche dal 2017. Si occupa di didattica e ricerca nel settore viticolo. Ha al suo attivo esperienze all'estero, la partecipazione a convegni nazionali e internazionali, l’attività di revisore per importanti riviste e diverse pubblicazioni internazionali.

Parpinello Giuseppina Paola

Ricercatore presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari (DISTAL) dell’Università di Bologna dal 2009. Si occupa di didattica e ricerca nel settore enologico, con particolare riferimento all’analisi sensoriale e strumentale. Ha al suo attivo numerose esperienze all’estero, un’intensa attività convegnistica, la partecipazione a comitati editoriali e l’attività di revisore per importanti riviste internazionali.

Montevecchi Giuseppe

Ricercatore all'Università di Modena e Reggio Emilia. La sua attività di ricerca ha riguardato il campo enologico e in particolare il settore analitico e la caratterizzazione di vini e aceti balsamici. E' contitolare di diverse pubblicazioni apparse anche su riviste straniere.

Marchetti Maurizio

Dottore Agronomo, svolge la professione di enologo, dirige l'azienda di famiglia di circa 100 ettari ad indirizzo cerealicolo e vitivinicolo sita in Provincia di Ancona. Ha ricoperto diversi incarichi istituzionali in Provincia di Ancona. Attualmente è consigliere reggente della Sede di Ancona della Banca d’Italia e consulente Enologo della Terrae Vinariae S.R.L. di Siena.

Pol Marzio

Enologo svolge intensa attività di consulenza in alcune zone DOC del Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia Romagna. E' stato docente nel corso di Laurea Scienze e Tecnologie Viticole presso alcune Università (Padova, Palermo e Udine) e presso la Scuola Enologica di Conegliano. Nel periodo 2002-2011 è stato presidente nazionale della Società Italiana di Viticoltura ed Enologia (SIVE).

Perria Rita

Ricercatrice presso il CREA-Viticoltura di Arezzo, si occupa di sperimentazione nel settore viticolo da diversi anni, partecipando attivamente alla realizzazione di progetti in collaborazione con le maggiori aziende Toscane.

Bonuzzi Riccardo

Laurea in giurisprudenza all'Università di Verona e avvocato praticante legale abilitato al patrocinio nel foro di Verona. Dal 2017 ad oggi fa parte degli Studi legali: Cena e Ravignani-Nuzzi, nell'area di competenza: Conflitto societario, Diritto commerciale e Diritto agrario

Jesu Guido

Laurea in giurisprudenza all'Università di Trieste, avvocato cassazionista iscritto all'albo degli avvocati di Udine, docente a contratto di legislazione vitivinicola presso l'Universita' di Udine.

Calò Margherita

Storico e Critico d’Arte è laureata in Lettere ad indirizzo Storico Artistico presso l’Università Federico II di Napoli. Presente all’Istituto Confucio di Napoli quale Presidente Onoraria della Federazione Nazionale Insegnanti della Campania. Collabora con la Fondazione Morra-Museo Nitsch, l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Dal 2018 è giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti.

Giacometti Guido

Laurea in scienze forestali presso l'Università di Padova, titolare dello studio tecnico agronomico Guido Giacometti in Alonte (VI) con attività di stime e perizie nel settore agrario e forestale, direttore generale della Società italiana per la qualità e la rintracciabilità degli alimenti SpA di Verona, ente ufficialmente incaricato dal MIPAAFT per il controllo delle produzioni agroalimentari DOP, IGP, biologiche e di agricoltura integrata.

Castagnetti Luca

Laurea in Economia e Commercio; nel 1992 consegue l'abilitazione alla professione di Dottore commercialista. Socio fondatore di Studio impresa Dottori Commercialisti Associati., Sindaco e Revisore contabile in diverse srl e spa di cui cura in particolare gli aspetti organizzativi ed aziendali

Scappini Luigi

Laurea in Economia e Commercio conseguita presso l’Università di Verona. Esercita la professione di Dottore Commercialista in forma individuale presso lo studio di Verona e Roma. Condirettore della rivista per la consulenza in agricoltura, direttore scientifico del Corso di alta formazione per l’impresa agricola.

Cocci Grifoni Paola

Laureatasi in Viticoltura ed Enologia presso l’Università di Ancona e conseguito Master in enologia all'Università Cattolica Del Sacro Cuore (PC). Si occupa della direzione tecnica e gestionale dell’azienda di Famiglia:Tenuta Cocci Grifoni. Ha contribuito al recupero, riscoperta e valorizzazione dei vitigni:Pecorino e Passerina. E’ iscritta ad AssoEnologi Marche, inserita nel CDA del Movimento Turismo del Vino Marche, è Vicepresidente del CDA Consorzio Tutela Vini del Piceno

Toffolo Annibale

Giornalista trevigiano esperto di enogastronomia, ha fondato la rivista: Taste Vin, della quale e' anche Direttore Responsabile. E' membro di numerose confraternite; vincitore di diversi premi per il suo contributo alla diffusione della cultura enogastronomica; a febbraio 2015 ha ricevuto dalla Regione Veneto il premio Identità Veneta e nell'ottobre 2008 gli e' stato assegnato dall'Accademia Italiana della Cucina, il XXXII Premio Nazionale: Angelo Berti

Maletic Edi

Professor at University of Zagreb, Faculty of Agriculture, Department of Viticulture and Enology He was principal investigator in several national and international scientific projects; is author of 43 publications referred by Web of Science (WoS) with sum of citations 368 and H-in:dex 9.

Bubola Marijan

Novigrad (Croazia) - Ricercatore e docente nel settore della viticoltura, in particolare: sull'impatto delle pratiche di gestione della chioma, sulla qualita' dell'uva e del vino, sulla fisiologia della vite, sui composti fenolici e aromatici nell'uva e nel vino, sull'ampelografia.

Bartra Enric

Professore associato presso l' Università Rovira i Virgili, Tarragona. Ha lavorato su diversi progetti internazionali di viticoltura, microbiologia del vino, gestione ambientale, biodiversità e agricoltura biologica. La sua attuale posizione nell'Istituto del vino è nella ricerca applicata, nella consulenza e all’Università nei corsi internazionale in vigna e in cantina Wintour.

Dal Bianco Adriano

Imprenditore vitivinicolo con attività nell'azienda di famiglia: LA MASOTTINA. Titolo di studio: Enologo, conseguito alla Scuola Enologica di Conegliano nel 1972. Fa parte del Consiglio di Amministrazione del Consorzio di tutela del Prosecco Doc e del Consorzio Colli di Conegliano, in passato e' stato Consigliere di Amministrazione del Consorzio Prosecco Conegliano Valdobbiadene Doc/Docg e del Consorzio Piave Doc.

Lombardo Federico

Laurea Specialistica in Economia e Management presso l’Università degli Studi G. D’Annunzio di Chieti e master di II° Livello, presso l’università Roma3, dal titolo: IT Governance: Gestione, Monitoraggio e Governo dei sistemi informativi. Direttore operativo, di Marketing & Comunicazione e di commercializzazione nell'azienda Firriato.

Nardi Innocente

Laureato in Scienze Politiche, svolge la professione di imprenditore agricolo in azienda di proprietà: La Farra s.s. Dal 2011 ad oggi ricopre la carica di Presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG.

Nidini Ilaria

Laurea in giurisprudenza, attualmente è socia e rappresentante legale della Tenuta Santa Maria Valverde nel Valpolicella

Pasculli De Angelis Adriano

Laurea in giurisprudenza, attualmente direttore del consorzio Tutela del Primitivo di Manduria

Patriarca Enzo

Dipendente del CREA - viticoltura di Conegliano (in pensione da quest'anno). Ha seguito il dott. Michele Borgo nella sezione di Patologia vegetale, dove ha collaborato in ricerche sulle malattie della vite con analisi di laboratorio e in pieno campo. Ha collaborato, inoltre, con il dott. Angelo Costacurta nella sezione di Miglioramento genetico. E' coautore di diverse pubblicazioni.

Pironti Arturo

Avvocato presso la Fondazione Edmund Mach,San Michele all'Adige e si occupa di assistenza e supporto legale all'interno delle strutture di detta Fondazione.

Polegato Giorgio

Imprenditore Vitivinicolo

Scimone Domenico

Direttore Generale e Amministratore Delegato della Carpenè Malvolti spa. In precedenza, con le stesse manzioni, ha guidato realtà internazionali, come Country Manager, azienda leader nel settore dei liquori e Internatioal Sales & Marketing, in uno dei più importanti gruppi del mondo del vino. Eccellente e qualificato interprete del mondo del food & beverage ed in particolare del settore Vini, Vini Spumanti e Distillati.

Lio' Pietro

Full Professor in Bioinformatica presso l'University of Cambridge

 


Accademia Italiana della Vite e del Vino

Struttura dell'Istituzione

 

                            Presidente:    Calò  Antonio

                   Vice-Presidenti:  - Di Lorenzo Rosario

                                               - Viviani Carlo

 

Consiglio:   costituito da quindici consiglieri eletti dal Corpo accademico

 

Consigliere Amministratore:  Gaeta Davide

                            Segretario:  Giorgessi Ferruccio

                          Cancelliere:  Di Gaetano Rosario

                       Bibliotecario:  Silvestroni Oriana

 

             Revisori dei Conti: - Bandinelli Roberto

                                            - Niccolai Luisa

                                            - Zanchetta Narciso

                                            - Iacopo Melendez  (Rappresentante Ministero Beni Culturali)

 

Corpo Accademico:  costituito dagli Accademici Emeriti e dagli Accademici Ordinari

 

Corrispondenti dell'Accademia

Il 31 Maggio scorso - a Trento - si è svolta la 79° TORNATA dell'Accademia
Programma dell'incontro  

9:30 Caffè di benvenuto

10.00 Saluti di apertura
 - Enrico Zanoni - Direttore generale Cavit
 - Sergio Menapace - Direttore generale Fondazione Edmund Mach
 - Apertura dei lavori: Antonio Calò - Presidente Accademia Italiana della Vite e del Vino

10:20 Il Traminer aromatico nel contesto nazionale e regionale - Andrea Faustini - Cavit

10:45 Le mutazioni genetiche che hanno originato il Traminer aromatico  - Maria Stella Grando - C3A, Università degli studi di Trento, Fondazione E. Mach

11:10 La selezione clonale del Traminer aromatico: storia e nuove acquisizioni
 - Umberto Malossini, Giorgio Nicolini, Tomás Román, Mario Malacarne, Roberto Larcher -
Fondazione E. Mach

11:35 Aggiornamenti chimico-compositivi ed enologici sul Traminer aromatico
 - Tomás Román, Loris Tonidandel, Roberto Larcher, Giorgio Nicolini - Fondazione E. Mach

12:00 Discussione

12.15 Approvazione bilancio consuntivo 2018 AIVV
 - Consegna diplomi ai nuovi corrispondenti dell'Accademia Italiana della Vite e del Vino

13:00 Pranzo a buffet con selezione di Traminer trentini - Segue visita guidata alle cantine Cavit

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Sala rossa  - Cavit s.c.
Via del Ponte 31 - Ravina, Trento
Moderatore: Michele Pontalti

 

 

Immagini della Tornata

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"Innovazione varietale in viticoltura:

prospettive di impiego dei vitigni di ultima generazione resistenti alle malattie" 

In un contesto in cui la sensibilità verso i temi dell’ambiente e della salute è sempre maggiore, anche il settore della viticoltura è chiamato ad una maggiore sostenibilità delle produzioni ed alla riduzione dell’impiego di fitofarmaci. Se da una parte ciò sta già avvenendo a seguito dell’introduzione delle tecnologie informatiche e dei modelli previsionali nella gestione della difesa, in prospettiva un ulteriore importante contributo potrà venire dalle biotecnologie e dal miglioramento genetico.


Prospettive di impiego dei vitigni di ultima generazione resistenti alle malattie

In un contesto in cui la sensibilità verso i temi dell’ambiente e della salute è sempre maggiore, anche il settore della viticoltura è chiamato ad una maggiore sostenibilità delle produzioni ed alla riduzione dell’impiego di fitofarmaci. Se da una parte ciò sta già avvenendo a seguito dell’introduzione delle tecnologie informatiche e dei modelli previsionali nella gestione della difesa, in prospettiva un ulteriore importante contributo potrà venire dalle biotecnologie e dal miglioramento genetico.

Già in passato la tecnica dell’incrocio per ottenere nuove varietà resistenti alle malattie è stata utilizzata, ma con scarsi risultati sul piano del potenziale enologico. Da poco più di un decennio abbiamo però a disposizione la sequenza del genoma della vite e si stanno aprendo nuove prospettive per l’ottenimento di genotipi che uniscano una scarsa sensibilità alle malattie ad un elevato standard qualitativo.

Negli ultimi anni diversi Centri di ricerca hanno quindi ripreso ad eseguire nuovi incroci mirati ed interessanti accessioni stanno già arrivando a disposizione dei viticoltori. Si tratta di varietà con buona resistenza multigenica a oidio e peronospora e le cui caratteristiche enologiche risultano paragonabili a quelle del genitore “nobile”, almeno nelle regioni in cui sono già diffuse.

E’ da evidenziare che attualmente la legislazione europea permette il miglioramento genetico della vite esclusivamente tramite incrocio, e per quanto riguarda la normativa italiana, ad esempio, le recenti varietà resistenti a oidio e peronospora ottenute dall’Università di Udine attraverso le tecniche tradizionali di incrocio e selezione sono state iscritte al Registro nazionale con la limitazione di impiego nella sola produzione di vini da tavola o IGT, in quanto ottenute da un genitore in parte diverso dalla Vitis vinifera, portatore dei caratteri di resistenza.

Per quanto riguarda la ricerca, accanto ai programmi mirati di incrocio tradizionale, si inseriscono in prospettiva le più recenti opportunità offerte dalle moderne biotecnologie, che permetteranno di produrre cloni dei più noti vitigni con l’inserimento di geni specifici di resistenza tramite la cis-genesi e l’editing genetico. Per rendere disponibili i nuovi vitigni migliorati sarà però necessario un adeguamento legislativo che ne permetta la coltivazione, chiarendo la distinzione tra cisgenesi e transgenesi ed evitando ogni possibile confusione tra le potenzialità delle diverse tecnologie.

Resta comunque aperto il dibattito sull’opportunità di un’apertura incondizionata alle nuove varietà nei comprensori delle principali Denominazioni d’origine, che hanno alla loro base territorio e tradizione storica. Secondo i detrattori con la diffusione dei nuovi vitigni si rischierebbe di favorire un’enologia "anonima" e appiattita, a vantaggio di vini e Paesi senza tradizione.

Degli aspetti legati all’innovazione ed all’impiego di nuove varietà resistenti ai patogeni fungini si è parlato in un Forum nazionale tenutosi a Firenze lo scorso 23 gennaio, organizzato dalla Confederazione Italiana Agricoltori in collaborazione con l’Accademia dei Georgofili e moderato da Antonio Calò, Georgofilo e presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino.

In apertura Riccardo Velasco del CREA ha evidenziato il fermento innovativo che si è manifestato nel settore della ricerca sul genoma delle specie vegetali, con il perfezionamento di tecniche di intervento sempre più raffinate e rispettose della natura stessa delle specie vegetali.

In particolare risultano interessanti ed applicabili le nuove opportunità derivanti dalle tecnologie di genome editing, che permetteranno di produrre non tanto nuove varietà, quanto nuovi cloni di vitigni internazionali e autoctoni, modificati solo nei geni di resistenza o sensibilità a malattie o avversità abiotiche, senza ricorrere al miglioramento transgenico caratteristico degli OGM.

Michele Morgante, dell'Università di Udine, ha ribadito che nella ricerca l'Italia è all'avanguardia, è ben posizionata nel trasferimento tecnologico ma “soffre” per norme che non consentono un'adozione tempestiva delle innovazioni, in quanto risentono di “pregiudizi e ideologie che non si sono adeguate alla mutata realtà”.

La sentenza della Corte di giustizia europea del luglio 2018 non ha dato una mano. I giudici, come noto, hanno sostenuto che sostituire una base del Dna di una pianta con un’altra, come già avviene tramite fecondazione o per mutazione spontanea e indotta, va considerato alla pari di introdurre un gene estraneo. Equiparando, di fatto, questa prassi a quelle applicate per l'ottenimento degli Ogm, senza considerare che nei prodotti cisgenici si opera solo sui geni interni, senza materiale genetico esterno al DNA della specie, che rimane immutato.

Per Antonio Rossi, dell’Unione Italiana Vini, gli scenari futuri richiedono un'apertura verso le nuove tecniche che potranno consentire di ottenere piante di vite in grado di produrre vini di qualità, nonostante i cambiamenti climatici, e di resistere alle patologie. I legislatori europei e nazionali dovranno quindi fare la sua parte per accompagnare le innovazioni scientifiche in modo “laico e senza pregiudizi”.

Nelle conclusioni il presidente nazionale CIA, Dino Scanavino, ribadendo la necessità di sviluppare nuove relazioni tra pubblico e privato e interazioni più strette tra mondo dell’impresa e mondo della ricerca, ha evidenziato come l’innovazione non sia solo nuova conoscenza, ma anche trasferimento e diffusione di tecniche elaborate in questi anni, finora non collaudate in campo e non implementate nei processi aziendali.

 

Paolo Storchi

 

   
© Accademia Italiana della Vite e del Vino

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